Pubblicato il: 21 Sep 2016

Decorata

Cenni storici

 

Per la quasi totalità, Decorata si estende lungo il declivio dello Spartiacque a sud del fiume Fortore a 820 metri di altitudine. Sebbene oggi sia una frazione, tuttavia Decorata è una "città mancata". Dalla bocca del popolo si apprende che fu distrutta da un'invasione di formiche, ma sembra più probabile l'opinione secondo la quale il Duca di Circello, per punire l'irrequietezza dei Decoratesi avrebbe arruolato mercenari dalla Puglia e li avrebbe inviati contro Decorata. Dei superstiti alcuni fuggirono per i dintorni e alri furono condotti a Circello.
Il Duca assegnò loro un colle che costituisce oggi la parte più antica di Colle Sannita, nei pressi della parrocchia dedicata a S. Giorgio Martire. Gli scampati vi si stanziarono e abitarono le capanne di paglia, i "Pagliai" da cui la denominazione di "Costa Pagliaia" o "Castapagliara" come ancora oggi è chiamata quella zona.
Decorata era un feudo fin dal tempo dei Normanni. Nubilone, conte di Ponte di Castelvipera, nel 1051 insieme a suo figlio Riccardo, fondò un monastero nel bosco, con chiesa dedicata a Santa Maria di Decorata e l'arricchì di possessi. È interessante riportare quanto si tramanda circa le origini della costruzione del monastero;
nel 750 la zona era comandata dal "Francese", il quale "s'era fatta una pessima gente. Aveva abbattuto tutti i beni dela Religione di Cristo, chiese, conventi e monasteri..." la Madonna voltò allora le spalle alla comunità. Avvenne una grave pestilenza e "...i cadaveri restavano nelle case e vi accorsero formiche e mosche...". 350 anni più tardi, nel 1051 la Madonna comparve a quattro persone forestiere di Riccia (Molise). Essi in seguito a tale evento reclamarono il possesso della statua. Questi si recarono a Decorata e asportarono la statua. La statua si lasciò trasportare fino al confine di Decorata con Riccia e in quel luogo avvenne il miracolo; la statua si appesantì talmente che, sebbene adagiata su un carro trainato da quattro buoi, non fu possibile farle varcare il confine. Poiché si era sul confine, gli uomini che precedevano e gli animali che trainavano il carro, varcarno il confine. Fu solo la statua ad appesantirsi e a non varcare il confine. Quando decederono di riportare la statua indietro, essa divenne di nuovo leggera e maneggevole.
In onore della madonna allora, si innalzò la cappella a cura del Conte e di suo figlio.

A distanza di 1200 anni il fatto è vivo nell'animo del popolo e lo si tramanda di generazione in generazione.

 

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