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08-04-2008 21:54 da 778
aancora non hai capito mazzini
secondo te un paese come colle sannita è facile nascondere tutto,perchè non lo fanno sotto riccia oppure nelle vicinanze di foggia?il perchè te lo dico il a colle sannita come vedete che girano i soldi tutto si fa anche a costo di far rovinare le persone,ma secondo te possono bruciare legna piante ecc.?brucerannoL'IMMONDIZIA SVEGLIATEVI

 

Visite: 369 - Risposte: 1
Ultima Risposta: 13-04-2008 by CATTIVE ABITUDINI
09-04-2008 18:37 da 778
ecco qui quello che succede a varese sig.gentile innocenzo
Studio UE: la combustione di biomassa è un'importante fonte di inquinamento in inverno
Secondo una nuova ricerca nell'ambito del progetto CARBOSOL («Present and retrospective state of organic versus inorganic aerosol over Europe: implications for climate»), finanziato dall'UE, oltre la metà dell'inquinamento da carbonio prodotto nei mesi invernali in Europa proviene dalla combustione di biomassa.

In un articolo sul «Journal of Geophysical Research», i partner del progetto rivelano che l'inquinamento da carbonio nei mesi invernali deriva per il 50-70% da fonti quali i focolari nelle abitazioni e negli edifici e la combustione di rifiuti agricoli e di giardinaggio.

Attualmente, le misure per la riduzione dell'inquinamento tendono a concentrarsi sui combustibili fossili. Tuttavia, da questi nuovi risultati emerge che l'inquinamento si potrebbe ridurre in misura significativa se si prendessero in considerazione anche queste altre fonti di emissioni, con una combinazione di sviluppi tecnologici e restrizioni di legge. Ad esempio, molti paesi vietano già la pratica della combustione di biomassa dei rifiuti urbani agricoli e di giardinaggio.

Con la riduzione dell'inquinamento dalla combustione di biomassa si otterrebbero anche dei vantaggi per la salute; studi epidemiologici hanno dimostrato infatti che gli effetti sulla salute delle emissioni derivanti dalla combustione di biomassa sono analoghi a quelli delle emissioni da combustibili fossili, e comprendono difficoltà respiratorie e cancro al polmone.

L'obiettivo del progetto CARBOSOL era quello di calcolare il contributo fornito all'inquinamento atmosferico in Europa da fonti diverse di aerosol di carbonio. Sono stati prelevati campioni da una serie di siti distribuiti in tutto il continente europeo e gli scienziati hanno utilizzato traccianti chimici per determinare la fonte dell'inquinamento. Nella combustione della cellulosa si produce il levoglucosano, che quindi ha consentito agli scienziati di individuare le emissioni derivanti dalla combustione di biomassa. Un altro indicatore della combustione di biomassa è l'isotopo radioattivo carbonio 14, che decade con una relativa rapidità e non si riscontra nelle emissioni da combustibili fossili.

I recenti risultati confermano studi precedenti più localizzati. Ad esempio, da uno studio del 2007 era emerso che almeno il 60% dell'inquinamento da carbonio nel centro di Zurigo, in Svizzera,varese forli ecc...e dovuto alla combustione di biomassa.

ecco quello che succede figuriamoci in un paese piccolo come colle sannita ci faranno muorire

 

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Ultima Risposta: 13-04-2008 by CATTIVE ABITUDINI
09-04-2008 20:44 da 778
un'altra ricerca
Martedì 11 Settembre 2007, nell’Auditorium Giovanni Paolo II presso il Centro Parrocchiale Santa Maria dell’Agnena di Vitulazio alle ore 18.00, si terrà l’atteso convegno sulla centrale a biomasse che dovrebbe sorgere a Pignataro Maggiore in località “Via del Conte”. Al convegno, organizzato dai Comitati e un Movimento Civici di Pignataro Maggiore e Vitulazio, parteciperanno tecnici ed esperti che metteranno in evidenza la grave situazione ambientale e sanitaria dell’agro caleno. All’Assemblea interverranno: il dottor Nicola Capone, segretario dell’Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno; il dottor, professor Antonio Marfella, Oncologo e Tossicologo presso l’Istituto Nazionale dei Tumori “Pascale” di Napoli; l’Architetto Maria Carmela Caiola, Assessore Provinciale all’Ambiente ed allo Sviluppo Sostenibile; l’ingegnere, professor Ettore del Giudice del Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale e Meccanica della Seconda Università degli Studi di Napoli; il professor Sergio Tanzarella, vice-presidente della Fondazione “Don Peppino Diana”; Padre Alex Zanotelli, Missionario Comboniano.......Associazioni, Pro Loco, Circoli Sociali, Culturali e Sportivi, Sezioni di Partito e Cittadini tutti di Terra di Lavoro, il Comitato di lotta contro la Centrale, il Comitato Civico aperto a tutti gli uomini di buona volontà per la difesa della salute e dell’ambiente, il Movimento Civico “Uniti per Vitulazio” e la Fondazione “Don Peppino Diana”, ha inviato alla mobilitazione generale contro la realizzazione di una Centrale a biomasse nel Comune di Pignataro Maggiore. “Siamo i rappresentanti di due Comitati e di un Movimento Civico e della Fondazione “Don Peppino Diana” - si legge dalla lettera - che hanno deciso di opporsi alla realizzazione di un termovalorizzatore (inceneritore) a biomasse per le insidie e i gravi pericoli per la salute e l’ambiente che questo tipo d’impianto comporta. Purtroppo, anche se molti lo ignorano, noi viviamo in una zona dove vi è un’alta percentuale d’inquinamento, che già sta incidendo non poco sulla nostra salute. Le Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia, l’Osservatorio per le politiche ambientali e territoriali ed il Comitato Allarme Rifiuti Tossici, stanno lanciando un appello affinché la popolazione campana e le autorità competenti siano rese consapevoli della catastrofe ambientale e sanitaria che sta devastando i nostri territori. Articoli comparsi su riviste scientifiche prestigiose e sulle pagine di cronaca quotidiana hanno svelato la verità su quando sta accadendo: dalla fine degli anni settanta, milioni di tonnellate di rifiuti tossici continuano ad essere sversati nelle nostre campagne, nei pozzi di irrigazione, nelle cave, in discariche abusive o, addirittura in mare, a poca distanza dalle nostre coste. Una delle conseguenze più terribili di questo disastro ambientale, come già ricordato, è l’aumento considerevole nella nostra regione delle patologie tumorali e degli aborti spontanei. Tumori al polmone, del fegato, della vescica e del pancreas hanno superato di gran lunga la media nazionale. Una Centrale a Biomasse, altro non è che un inceneritore camuffato, come è stato evidenziato da tecnici specializzati, un impianto assolutamente non necessario per le nostre comunità. L’inganno di questi impianti, nati per produrre energia elettrica, sta nel fatto che sulla carta dovrebbero funzionare utilizzando solo materiali vegetali, ma nella realtà funzionano bruciando rifiuti tossici in percentuali alte, come è già successo in altre centrali a biomasse localizzate in Italia. La centrale a biomasse di Termoli nel Molise, doveva bruciare solo prodotti vegetali, dopo un controllo, si è scoperto che venivano utilizzate sostanze altamente cancerogene (dalla rivista “Ambiente” n.65./2007). Va ricordato che negli inventari europei delle emissioni di diossine e idrocarburi policiclici aromatici, il primato assoluto spetta proprio alla combustione di biomasse. L’impianto che si vuole realizzare tra l’altro ha bisogno di oltre 120.000 tonnellate/anno di combustibile (biomassa), cosi come riportato nel progetto, una quantità che mai potrà essere prodotta nelle immediate vicinanze (la Provincia di Caserta può garantire appena 15.000 tonnellate/anno il 10%, in tutta la Regione Campania la biomassa d.o.c. arriva ad un massimo di 60.000 tonnellate/anno, il 50%), quindi, la restante parte dovrebbe provenire da luoghi di produzione distanti anche centinaia di chilometri, con una spesa enorme per il trasporto. La soluzione più semplice diventa allora, come già detto, quella di bruciare rifiuti tossici in quantità di gran lunga superiore a quelli meno tossici. Noi viviamo nel paese del solo e paesi meno privilegiati di noi, come la Germania, stanno promovendo e investendo sull’energia solare. In ogni caso, crediamo che non si possono predente decisioni senza coinvolgere i cittadini, soprattutto per quando riguarda la salute, l’ambiente in cui viviamo, la qualità della vita (Convenzione di Arhus). Un coinvolgimento della nostra collettività, la partecipazione del popolo alle decisioni del proprio territorio è un principio imprescindibile e un diritto che ci viene dalla nostra Costituzione e dal voto. Chiediamo a tutti di attivarsi per poter dare la necessaria informazione e sensibilizzazione a tutta la cittadinanza su questo gravoso problema. Solo la condivisione e la cooperazione tra le parti può garantire la difesa dei beni comuni. Non lasciamoci bruciare il futuro!!! In merito, è intervenuto Giovanni Di Lillo, presidente del Movimento Civico “Uniti per Vitulazio” e promotore del Comitato che dice no all’impianto che servirà a bruciare rifiuti. “Così come si evidenzierà che una centrale a biomasse - ci dice Di Lillo - altro non è che un inceneritore, una vero inganno per la popolazione costretta a respirare sostanze tossiche estremamente pericolose per la salute. Le nostre denunce e preoccupazioni purtroppo non sono infondate. L’opposizione alla centrale a biomasse nasce dalla consapevolezza che dietro queste parole innocue dal punto di vista ambientale si è scatenato un giro d’affari colossale, favorito da leggi in apparenza positive ma con ritocchi evidentemente dettati da poteri forti che usano la politica per fare affari. La nostra legge che assimila il CDR (combustibile da rifiuto) a biomasse ne è un esempio lampante e spiega il fiorire di tanti cosiddetti termovalorizzatori di biomasse. La centrale a biomasse è un inceneritore dei rifiuti, tant’è che l’esercizio è disciplinato dal Decreto Legislativo dell’ 11 maggio 2005, n. 133, attuazione della direttiva 2000/76/CE, in materia di incenerimento dei rifiuti. L’incenerimento dei rifiuti, fra tutte le tecniche di smaltimento, è quello più dannoso per l’ambiente e per la salute. E’ opportuno che si incentivi una politica di raccolta differenziata, riciclaggio, recupero dei rifiuti, anche perché l’incenerimento dei rifiuti è il sistema più costoso per lo smaltimento dei rifiuti e che tutti noi, all’insaputa, paghiamo con generosi incentivi. L’Italia è l’unico paese europeo che finanza l’incenerimento dei rifiuti! Tutti gli altri stati membri (Austria, Belgio; Danimarca, Germania) impongono ai gestori di inceneritori di pagare una tassa per ogni tonnellata di rifiuti bruciati, disincentivando l’incenerimento. Bruciare biomasse per produrre energia produce inquinamento, aumenta le emissioni di gas serra, aumenta l’inefficienza energetica del Paese. Gli usi energetici delle biomasse sono meno ecologici di quanto si crede ed hanno tra l’altro un potere calorifico troppo basso per rendere conveniente il loro uso per produrre elettricità. Purtroppo le scelte che i nostri amministratori fanno sono guidate da motivi che niente hanno a che fare con i bisogni della gente e che non sempre tengono conto di problemi importantissimi come la salute, l’ambiente, la qualità della vita. Eppure, riteniamo che un coinvolgimento della collettività, la partecipazione del popolo alle decisioni del proprio territorio, in particolare in tema di salute ed ambiente, è un principio imprescindibile e un diritto che ci viene dalla nostra Costituzione e dal voto.

 

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Ultima Risposta: 13-04-2008 by CATTIVE ABITUDINI
08-04-2008 22:45 da 778
poveri noi
Il carburante verde da bruciare ad Ottana
per produrre energia “pulita”
quanto ci costerà, in acqua e in euro? In questo articolo verranno esaminati i motivi per cui la decisione di costruire un inceneritore per rifiuti a Ottana induce più di una perplessità: da un lato a proposito dell'ipotesi di utilizzare l'impianto anche per la produzione di energia da biomasse, dall'altro per la scelta di collocare l'impianto in una zona già in evidente stato di difficoltà sul versante ambientale,Se questa valutazione non viene fatta a priori, il rischio è che le valutazioni di tipo economico rendano sconsigliabile, a posteriori, l'uso delle biomasse e che quindi la linea per le biomasse dell'impianto di Ottana sia antieconomica e debba essere o chiusa o riconvertita all'incenerimento dei rifiuti, come è già successo con l'impianto di Brescia.e questo succederà a colle sannita perchè bruceranno immondizia.

La scelta di produrre energia elettrica attraverso l'uso di biomasse in una regione in cui si vive una ricorrente carenza d'acqua comporta ovvi rischi di approvvigionamento: dovremmo usare parte delle limitate risorse disponbili per produrre energia elettrica che non ci serve, o per lo meno che ci serve sicuramente meno dell'acqua necessaria a produrla. Per poter valutare appieno la convenienza dell'uso di biomasse no-food per la produzione di energia elettrica occorrerebbe valutarne anche il costo in acqua, ovvero quanto costa un MWe di energia prodotta in termini di acqua consumata.
Questa valutazione, non presente nelle linee guida generali, né indicata nei progetti presentati, renderebbe palese un costo elevato per la collettività: l'acqua usata per le biomasse no-food sarebbe sottratta ad altre colture e a filiere ad alto valore aggiunto. Se vogliamo produrre energia pulita, è meglio usare ciò che abbiamo in abbondanza, ad esempio il vento, con gli impianti eolici, e il sole, con gli impianti fotovoltaici, e conserviamo l'acqua per scopi più importanti.........svegliamoci non facciamoci rovinare il nostro paese,abbiamo vissuto per tanti anni col la calma e la tranquillità e siamo andati sempre avanti.noi giovani dobbiamo combattere perchè quello che stanno organizzando è una truffa

 

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Ultima Risposta: 13-04-2008 by CATTIVE ABITUDINI
09-04-2008 17:55 da 778
risposta a nn
caro nn tu dici che a colle non ce vento,allora tutte quelle pale eoliche aspettano il decollo?

 

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Ultima Risposta: 13-04-2008 by CATTIVE ABITUDINI
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