Introduzione all'autocertificazione

Puoi compilare il modulo che ti interessa selezionandolo dal menù.

Moduli di autocertificazioni anagrafiche  

Moduli di autocertificazioni di atti notori

Il nostro sistema amministrativo, avendo ereditato quello francese di "civil law" ha sempre avuto caratteristiche di macchinosità e di incomunicabilità con i cittadini.

Finalmente negli anni novanta si è iniziato un processo di riforma dell'amministrazione cercando di renderla più snella, pratica ed accessibile per la cittadinanza tutta, famiglie e imprese.

Le Leggi ed i provvedimenti di riforma hanno avuto lo scopo di:

  • Ridurre i certificati del 61.6%
  • Ridurre le autentiche di firma del 90%
  • Introdurre la Carta d'identità elettronica dentro la quale racchiudere tutte le notizie necessarie del cittadino
  • Creare lo Sportello Unico dell'Automobilista per lo snellimento delle pratiche
  • Creare lo Sportello Unico per l'Edilizia per lo deburocratizzazione delle pratiche edilizie
  • Istituire lo Sportello Unico per le Attività Produttive avendo un unico interlocutore e tempi certi nell'avviamento di una nuova attività sul territorio.

Queste sono solo alcune delle novità introdotte dalle più recenti leggi di riforma, altre sono in via di realizzazione. L'Italia, per tal via, si colloca a testa alta fra gli altri Stati europei che molto prima avevano avviato le riforme amministrative.

Qualche numero può aiutarci a capire meglio il fenomeno della semplificazione.

Si è passati dagli oltre settanta milioni (70.000.000) di certificati del 1996 ai quasi trentadue milioni (32.000.000) del 2000 e con un risparmio economico che nel 1998 era di 1021 miliardi, nel 1999 di 1054 per giungere al boom del 2000 con ben 2185 miliardi di risparmio per i cittadini e le imprese.



F.A.Q. sull'autocertificazione

Cos'è l' autocertificazione?

Con Decreto del presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n° 445, si definiscono i criteri per l'autocertificazione.


Essa consiste nella facoltà riconosciuta ai cittadini di presentare, in sostituzione delle tradizionali certificazioni richieste, propri stati e requisiti personali, mediante apposite dichiarazioni sottoscritte (firmate) dall'interessato. La firma non deve essere più autenticata. L'autocertificazione sostituisce i certificati senza che ci sia necessità di presentare successivamente il certificato vero e proprio. La pubblica amministrazione ha l'obbligo di accettarle, riservandosi la possibilità di controllo e verifica in caso di sussistenza di ragionevoli dubbi sulla veridicità del loro contenuto. Vi sono pochi casi, nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, in cui devono essere esibiti i tradizionali certificati: pratiche per contrarre matrimonio, rapporti con l'autorità giudiziaria, atti da trasmettere all'estero.
L'Autocertificazione può sostituire:
  • Le normali certificazioni anagrafiche
  • Gli atti notori

Cosa si può autocertificare?

Si possono autocertificare:

a. Con dichiarazioni sostitutive di certificazioni:

  • data e il luogo di nascita;
  • residenza;
  • cittadinanza;
  • godimento dei diritti civili e politici;
  • stato di celibe, coniugato, vedovo o stato libero;
  • stato di famiglia;
  • esistenza in vita;
  • nascita del figlio, decesso del coniuge, dell'ascendente o discendente;
  • iscrizione in albi, registri o elenchi tenuti da pubbliche amministrazioni;
  • appartenenza a ordini professionali;
  • titolo di studio, esami sostenuti;
  • qualifica professionale posseduta, titolo di specializzazione, di abilitazione, di formazione, di aggiornamento e di qualificazione tecnica;
  • situazione reddituale o economica anche ai fini della concessione dei benefici di qualsiasi tipo previsti da leggi speciali;
  • ssolvimento di specifici obblighi contributivi con l'indicazione dell'ammontare corrisposto;
  • possesso e numero del codice fiscale, della partita IVA e di qualsiasi dato presente nell'archivio dell'anagrafe tributaria;
  • stato di disoccupazione;
  • qualità di pensionato e categoria di pensione;
  • qualità di studente;
  • qualità di legale rappresentante di persone fisiche o giuridiche, di tutore, di curatore e simili;
  • iscrizione presso associazioni o formazioni sociali di qualsiasi tipo;
  • tutte le situazioni relative all'adempimento degli obblighi militari, ivi comprese quelle attestate nel foglio matricolare dello stato di servizio;
  • di non aver riportato condanne penali e di non essere destinatario di provvedimenti che riguardano l~Rapplicazione di misure di prevenzione, di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi iscritti nel casellario giudiziale ai sensi della vigente normativa;
  • di non essere a conoscenza di essere sottoposto a procedimenti penali;
  • qualità di vivenza a carico;
  • tutti i dati a diretta conoscenza dell'interessato contenuti nei registri dello stato civile;
  • di non trovarsi in stato di liquidazione o di fallimento e di non aver presentato domanda di concordato.

b. Con dichiarazioni sostitutive dell'atto di notorietà:

Tutti gli stati, fatti a qualità personali non autocertificabili (non ricompresi alla lettera "A" precedentemente descritta) possono essere comprovati dall'interessato, a titolo definitivo, mediante dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.
Si possono ad esempio dichiarare: chi sono gli eredi; la situazione di famiglia originaria; la proprietà di un immobile, ecc.
La dichiarazione che il dichiarante rende nel proprio interesse può riguardare anche stati, fatti e qualità personali relativi ad altri soggetti di cui egli abbia diretta conoscenza. La dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, non può contenere manifestazioni di volontà (impegni, rinunce, accettazioni, procure) e deleghe configuranti una procura. Qualora risulti necessario controllare la veridicità delle dichiarazioni nel caso in cui gli stati, i fatti e le qualità personali dichiarati siano certificabili o accertabili da parte della pubblica amministrazione, l'amministrazione procedente entro quindici giorni richiede direttamente la documentazione all'amministrazione competente. In questo caso, per accelerare il procedimento, l'interessato può trasmettere, anche attraverso strumenti informatici o telematici, copia fotostatica, non autenticata, dei certificati in cui sia già in possesso.Le dichiarazioni sostitutive dell'atto di notorietà non richiedono alcuna autenticazione da parte del pubblico ufficiale quando siano contestuali ad una istanza. In questo caso l'interessato deve presentare la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà:
  • unitamente alla copia non autenticata di un documento di riconoscimento (nel caso di invio per posta o per via telematica);
  • firmarla in presenza del dipendente addetto a riceverla (nel caso di presentazione diretta);

Dov'è utilizzable l'autocertificazione?

L'autocertificazione e le dichiarazioni sostitutive di notorietà sono utilizzabili solo nei rapporti con le amministrazioni pubbliche intendendo tutte le Amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e le scuole di ogni ordine e grado, le istituzioni universitarie, le aziende e le amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le regioni, province, comuni e comunità montane, I.A.C.P., camere di commercio e qualsiasi altro ente di diritto pubblico (compresi gli enti pubblici economici). Sono inoltre utilizzabili nei rapporti con imprese esercenti servizi di pubblica necessità e di pubblica utilità (Poste, ENEL, Telecom, Aziende del Gas, ecc.). L'autocertificazione e le dichiarazioni sostitutive dell'atto di notorietà non possono essere utilizzate nei rapporti fra privati o con l'autorità giudiziaria nello svolgimento di funzioni giurisdizionali..

Come funziona l'autocertificazione?

Per avvalersi dell'autocertificazione direttamente agli sportelli degli uffici pubblici, è necessario prioritariamente preoccuparsi di compilare il modulo previsto che non è soggetto ad alcuna autenticazione, per quanto concerne le dichiarazioni sostitutive di certificazioni (autocertificazioni). Per quanto riguarda la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, occorre l'autentica della sottoscrizione (firma) solo quando non sia contestuale ad una istanza. L'autentica della sottoscrizione avviene previa identificazione del dichiarante da parte del pubblico ufficiale autenticante. L'accertamento dell'identità personale del dichiarante può avvenire in uno dei seguenti modi:

  • conoscenza diretta da parte del pubblico ufficiale;
  • testimonianza di due idonei fidefacenti conosciuti dal pubblico ufficiale;
  • esibizione di un valido documento di identità personale, munito di fotografia, rilasciato da una pubblica autorità.

Cosa fare se non viene accettata?

Il pubblico ufficiale o il funzionario dell'ufficio pubblico che non ammette l'autocertificazione o la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, nonostante ci siano tutti i presupposti per accoglierla, incorre nelle sanzioni previste dall'art. 328 del Codice penale e rischiano di essere puniti per omissioni o rifiuto di atti d'ufficio.

Il cittadino dovrà, in primo luogo, accertare chi è il responsabile della pratica inoltrata, richiedendo nome, cognome e qualifica, inoltre è necessario conoscere il numero di protocollo della stessa e il tipo di procedimento attribuito.
Così come la Pubblica Amministrazione sa chi è il suo interlocutore, il cittadino, ha altrettanto diritto di sapere chi segue il procedimento che lo riguarda e come risalire agli atti relativi.
Ottenuti i dati, il cittadino dovrà richiedere, per iscritto, le ragioni del mancato accoglimento dell'autocertificazione o della dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà segnalando anche, per conoscenza, il tesserino, con gli estremi della pratica al Comitato Provinciale della Pubblica Amministrazione presso la Prefettura del luogo in cui è stata rifiutata l'autocertificazione e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dip. Funzione Pubblica - ROMA. La richiesta deve essere redatta in forma scritta. Se entro trenta giorni dalla data della richiesta, il pubblico ufficiale o l'incaricato non compie l'atto e non risponde per esporre le ragioni del ritardo/rifiuto, scattano i presupposti per le sanzioni della reclusione fino a un anno o della multa fino a due milioni di lire. Il termine dei trenta giorni decorre dalla data di ricezione della richiesta. La procedibilità è d'ufficio, pertanto non sono richieste querele, istanze o quant'altro. Quindi colui che si vedrà rifiutata la propria autocertificazione o la dichiarazione sostitutiva, si troverà nelle condizioni di denunciare semplicemente l'omissione di atti d'ufficio.

Quando è necessario autenticarla?

Nelle dichiarazioni sostitutive di certificazioni non è prevista l'autentica della firma. Questa è stata eliminata anche per tutte quelle domande e dichiarazioni sostitutive dell'atto di notorietà rivolte alle amministrazioni pubbliche e ai gestori di pubblici servizi. Sarà dunque sufficiente firmarle davanti al funzionario addetto o inviarla per posta, fax o via telematica unitamente a fotocopia di un documento di identità del richiedente.
L'autenticazione della firma non è più richiesta nelle domande per la partecipazione a selezioni per l'assunzione a qualsiasi titolo, in tutte le Pubbliche Amministrazioni.
L'autenticazione con le modalità tradizionali rimane per le dichiarazioni rivolte ai privati e per le domande che riguardano la riscossione di benefici economici (come pensioni e contributi) da parte di terze persone (deleghe).
L'autenticazione della firma delle dichiarazioni sostitutive dell'atto di notorietà, può essere eseguita dai seguenti pubblici ufficiali: notai, cancellieri, segretari comunali e funzionari incaricati dai sindaci, anche di comuni diversi da quello di residenza, nonchè dal funzionario competente a ricevere la documentazione e dal funzionario incaricato dal gestore di pubblici servizi.

Quando è prevista l'imposta di bollo?

L'art. 37 del DPR 445/2000 stabilisce che nessuna imposta di bollo deve essere corrisposta dal cittadino quando comprova che l'uso dell'atto è esente, per legge, dall'imposta. (Principali usi che giustificano l'esenzione dall'imposta di bollo: pensionistico, assegni familiari, leva militare, iscriz. liste di collocamento, ecc.

In caso di dichiarazioni non veritiere?

Attenzione a non effettuare dichiarazioni non veritiere!


L'amministrazione pubblica, può provvedere d'ufficio ad accertare la veridicità di quanto dichiarato dal cittadino. E' evidente che le norme, semplificando l'azione amministrativa, vogliono anche creare fra Pubblica Amministrazione e cittadino, rapporti di fiduciosa collaborazione. Il rilascio di dichiarazioni non veritiere è, d'altra parte, punito ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia.

Nella dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà hanno valore le copie autentiche?

La dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà può riguardare anche:

  • la copia di un documento tenuto o rilasciato da una pubblica amministrazione;
  • la copia di una pubblicazione, di un titolo di studio e di servizio;
  • la copia di documenti fiscali che debbono essere conservati ai privati;

e sono tutti conformi all'originale. Anche in questo caso la dichiarazione va resa e firmata davanti al dipendente addetto oppure presentata o inviata con la fotocopia del documento d'identità.
È anche possibile autenticare copia di documenti privati, purché debbano essere presentati ad una pubblica amministrazione.
Non è possibile autenticare la copia di una copia. Se l'atto originale è depositato presso un notaio, solo quest'ultimo può rilasciare la copia autentica.

Categorie di autocertificazione

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